Quando il Primo Ministro Edi Rama ha definito la Rivoluzione dei Fenicotteri una "guerra ibrida" orchestrata dai nemici dell'Albania e da Israele [4, 5, 7, 10], ha attinto al più antico manuale dei regimi autoritari: dare la colpa agli stranieri quando i cittadini protestano. L'accusa è straordinaria. Le prove sono assenti.
Ciò che è iniziato nel maggio 2026 come opposizione locale a un progetto turistico di lusso vicino all'isola di Sazan [5, 6, 9, 10, 15, 19, 22, 23] è diventato una mobilitazione antigovernativa che chiede le dimissioni di Rama insieme a quelle del leader dell'opposizione Sali Berisha [4, 7, 11, 15, 18, 23]. Migliaia di persone hanno manifestato a Tirana esprimendo un malcontento più ampio verso la corruzione politica e l'opacità del governo [5, 7, 10, 22]. La diaspora si è radunata a Stoccolma, Toronto, Londra e New York [14, 18, 19, 24]. Se questa è una cospirazione, è straordinariamente ben partecipata.